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evitare il conflitto è possibile?

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approfondimenti
21 dicembre
Evitare il conflitto è possibile?

A tutti capita di trovarsi in un conflitto, molto più spesso di quanto nono si vorrebbe. Vostro marito è rientrato più tardi del previsto, vostra moglie sta guardando un film romantico mentre voi vorreste guardare la partita, i vostri figli non hanno messo in ordine la loro stanza o hanno rotto il vostro lettore mp3… Anche fuori casa è frequente che accada che qualcuno interferisca con i nostri piani, sul lavoro vi riconoscono meno di quanto vorreste, vi richiedono di rispettare scadenze impossibili, per strada qualcuno vi ha rigato la macchina, il vicino di casa lascia gocciolare l'acqua che dà alle sue piante sui vostri panni stesi... Insomma, le occasioni di conflitto sono infinite, più o meno gravi, e possono portare allo scontro, al chiarimento o ad una certa dose di frustrazione.

Il condominio è sicuramente un luogo in cui la convivenza stretta e la necessità di prendere decisioni con persone che la pensano molto diversamente da noi ci porta inevitabilmente ad occasioni di litigio. Come si può fare? Esiste un modo per migliorare un po' le cose e avere qualche chance in più di sopravvivere incolumi a queste strette convivenze, senza dover sempre cedere o sempre attaccare chi ci sta intorno?

Ebbene, benché l'effetto non sia proprio quello "bacchetta magica", esistono ormai numerose e sempre più diffuse tecniche per la gestione del conflitto e per la comunicazione assertiva.

Già, perché la comunicazione non serve solo a vendere qualche nuovo, miracoloso prodotto, ma anche a vivere meglio la nostra vita. Abbiamo provato a identificare sei regole d'oro della gestione dei conflitti, così che chiunque possa provare ad essere un bravo mediatore di se stesso.

Saperci fermare ed ascoltarci davvero. Prima di poter dire agli altri che cosa vogliamo, dobbiamo saperlo noi. A volte si parte in battaglia prima ancora di sapere perché si sta combattendo. Di fronte ad un evento come ci sentiamo? Quali emozioni stiamo provando? Perché le proviamo? Cosa ci stanno dicendo? Quello che sentiamo è legato solo all'evento che si è verificato oggi o a qualche episodio del passato o magari addirittura della nostra infanzia? Essere consapevoli di sé è la base fondamentale per vivere bene, sia con se stessi che in relazione con gli altri, ed è indispensabile per poter comunicare. Una volta che abbiamo riconosciuto il nostro sentire e i nostri bisogni saremo più facilmente in grado di esprimerli agli altri, e abbiamo anche più possibilità che gli altri ci ascoltino e vengano incontro alle nostre esigenze.

Io mi sento. Proviamo a far partire le nostre frasi con "io", quello che nel mondo anglossassone chiamano I-message. Quello che veramente sappiamo e di cui possiamo essere certi è quello che sentiamo, desideriamo o di cui abbiamo bisogno noi. Degli altri possiamo farci un'idea, a volte sbagliata, e facilmente esprimiamo giudizi senza davvero capire le mille sfumature. I giudizi spesso sono di intralcio alla comunicazione, mettono l'altro sulle difensive ed indisponibili ad ascoltarci. "Quando fai questo io mi sento e avrei bisogno che tu facessi" è un po' l'abracadabra, la formula magica della comunicazione non-violenta. Facciamo richieste, spieghiamole, senza sparare sentenze, che danno sempre fastidio e peggiorano il conflitto, non nascondiamo nulla di quello che sentiamo o di cui abbiamo bisogno.

Ascoltare l'altro con empatia. Se siamo stati capaci di ascoltare noi stessi, che è la cosa più importante, ora potremmo essere capaci di farlo anche con gli altri. Senza perdere il contatto con noi stessi e con quello che sentiamo, possiamo ascoltare l'altro e, se siamo abbastanza esperti, aiutarlo a esprimersi e ad ascoltarsi. Non si tratta solo di un'opera altruistica, ma di creare i presupposti per la nostra stessa soddisfazione. Comunicare ci aiuterà a trovare una soluzione al nostro problema. Dietro ai comportamenti ci sono emozioni, bisogni insoddisfatti, frustrazioni… proviamo a scoprire i nostri e quelli dei nostri simili, con spirito il più possibile collaborativo.

Cosa vuoi davvero? A questo punto non dovrebbe essere difficile scoprire cosa vogliamo veramente. Sapendo che quello che chiediamo, spesso, è solo uno dei modi per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno. La richiesta e il bisogno che vi è sotteso, quasi mai sono la stessa cosa. Chiedo il gelato perché voglio fresco, ma mangiare il gelato è solo un modo per ottenere fresco, se sappiamo cosa vogliamo veramente potremo scegliere tra una gamma molto più ampia di soluzioni e probabilmente potremmo superare il conflitto.

Via libera alla creatività. Una volta che abbiamo scoperto le carte dei nostri bisogni e delle persone con cui siamo in conflitto, sappiamo di cosa abbiamo bisogno tutti. Ora dobbiamo trovare il modo, possibilmente insieme, di trovarvi soluzione. Esiste quasi sempre una soluzione possibile ad un problema, si tratta solo di saper vedere quello che a prima vista sembra impossibile da trovare.

Accordiamoci. Facciamo accordi precisi, decidiamo le nostre regole su misura, una volta stabilite e concordate probabilmente la vita insieme scorrerà più tranquilla. Sapendo sempre che, se non dovessero andare più bene, ci sarà sempre la possibilità di ripartire da capo e di trovarne di nuove.

Potrebbe sembrare lungo e macchinoso, ma è semplicemente perché non siamo abituati. Quanto lunghi, macchinosi e dolorosi possono essere i conflitti che viviamo? Un piccolo sforzo iniziale può portare ad un grande cambiamento. Buona sperimentazione e fateci sapere come è andata!

 

Paola Ottomano
Mediatrice dei conflitti